Riceviamo e pubblichiamo integralmente il comunicato della “Vecchia Guardia”:

Siamo rimasti in silenzio fino ad oggi nella speranza di un segnale concreto da parte di chi lo scorso anno ci ha raccolto dal nulla in cui eravamo precipitati e ci ha fatto vivere una stagione da protagonisti. Siamo rimasti in silenzio a sperare. Perché è la speranza ad animare il cuore del tifoso e senza speranza in un qualsiasi obiettivo o risultato sportivo diventa anche inutile tifare i colori di una squadra di calcio. E da tifosi che, per motivi anagrafici, ne hanno viste e passate tante abbiamo sempre sperato in positivo pur sapendo dal primo momento chi fossero e quello che avevano fatto a Pescara. Ma dopo l’estate 2015, avendo capito in maniera inequivocabile quale fosse l’interesse della classe politica dirigente e delle forze imprenditoriali cittadine verso il calcio a Grosseto, abbiamo appoggiato la nuova società e sperato che alla buona stagione scorsa seguisse un annata altrettanto soddisfacente. Arrivati a questo punto, avendo preso atto che la società non ha più le risorse da investire e fa giocare una squadra interamente composta da giocatori under, si va verso un girone di ritorno fatto di umiliazioni che sinceramente non pensiamo di meritare. Ci teniamo a puntualizzare che queste umiliazioni non le meritiamo noi e i pochi tifosi realmente appassionati: la Grosseto sportiva che si riempie la bocca parlando di calcio ma non partecipa si merita questa situazione. Il nostro sdegno riguarda solo e soltanto il campo e i risultati. Diatribe varie con amministrazione comunale e giocatori vecchi e nuovi a noi non interessano, come non interessavano ai tempi della gestione societaria precedente. Noi siamo un gruppo che non fa politica e non interveniamo sugli attuali conflitti fra comune e società. Siamo però dell’opinione che 6 anni di serie B abbiano dato una visibilità importante alla città e alla provincia tutta e che chi questa cosa non l’ha capita non dovrebbe amministrare neanche un condominio. E se questa cosa fosse stata realmente compresa da chi ci amministrava adesso non saremmo in queste condizioni. Quindi adesso basta! Basta mandare questi ragazzini a farsi umiliare su tutti i campi e basta con le scuse: se non ci sono risorse per mandare avanti questa società in maniera seria bisogna chiudere. Con la speranza di avere finalmente persone serie con cui ripartire. Anche se difficilmente sarà possibile raggiungere livelli più bassi di quelli in cui ci troviamo oggi. Noi comunque, finché ci sarà una maglia biancorossa col Grifone sul petto e che porta il nome di Grosseto in giro per l’Italia, saremo i primi a dare il nostro sostegno come abbiamo sempre fatto sia negli anni belli delle vittorie che in quelli brutti delle retrocessioni e del ritorno sui campetti di provincia. AVANTI GRIFO: OVUNQUE SARAI, SAREMO!

A proposito dell'autore

Manuel Pifferi

La passione per il Grosseto ha inizio nel 1994 quando insieme ad un gruppo di amici inizia a seguirlo assiduamente. Dopo uno stop di circa 5 anni torna allo stadio per non lasciarlo mai più Nel 2002, unendo la passione del calcio a quella di internet, nasce l'idea di creare un portale dedicato alla sua unica vera squadra del cuore. Nel 2015 diventa Direttore Responsabile però non chiamatelo giornalista ma semplicemente TIFOSO.

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